Monday, February 22, 2016

Tutto ebbe inizio con un semplice "Ciao"

Tutto ebbe inizio con un semplice "Ciao" detto da un ragazzo che fino ad allora non conoscevo. 19 anni lui e 15 anni io. Coi giorni iniziammo a parlare e a conoscerci. Era, ed è ancora, un ragazzo gentilissimo e davvero molto bello! 
Una sera, un suo messaggio, mi lasciò un po' perplessa 
"Domani ti va di vedere un film insieme? Tanto non ho nessuno in casa fino ad una certa ora". 
Mi sembrava comunque una proposta carina, quindi risposi con un sincero "Sì."
Il giorno dell'appuntamento, se così possiamo chiamarlo, passò a prendermi vicino casa, ci presentammo con un bacio sulla guancia e ci incamminammo verso casa sua. Non abitava molto lontano. Durante il viaggio, nessun silenzio imbarazzante, anzi, parlammo per tutto il tempo. Arrivammo casa sua, aprì il portone e mi fece entrare. Dopodiché posò il giubbotto, le chiavi, il portafoglio e successivamente ci spostammo nel salotto. Un salotto molto accogliente, grande, luminoso e con un divano che sembrava molto comodo. Mi disse di accomodarmi e, dopo aver scelto il film si accomodò accanto a me. Tra noi due una "distanza di sicurezza" per così dire. Iniziò il film, e lui non mi toglieva gli occhi di dosso, ma io facevo finta di nulla. Parlavamo, ma io non staccavo gli occhi dal film, non lo guardavo mai negli occhi. 
"Sbaglio o quando parli con qualcuno sei una di quelle persone che non guarda negli occhi?" chiese.
"Sbagli" risposi, guardandolo. 
"E se provassi a darti un bacio?" il bacio non si chiede caro!
"Per ora continuiamo a parlare e a guardare il film" risposi e sorrisi maliziosamente. 
I grandi amori non si baciano subito. Ma io, che accettai di andare a casa sua dopo averci parlato per una settimana, non potevo certo essere la donna della sua vita. 
"E adesso?" chiese, dopo un po'.
"Prova" risposi.
"E se poi ti scansi?"
"Prova" risposi con tono più deciso.
Appoggiò una mano sul mio collo e piano piano avvicinò le sue labbra alle mie. Ci baciammo a lungo.
Ad un certo punto però squillò il suo telefono, mi staccai controvoglia dalle sua labbra così che potesse rispondere. 
"Era mia madre, mi ha detto di iniziare già a preparare la cena perché lei ritarderà un po' ad arrivare." 
"Nessun problema, tolgo subito il disturbo." risposi.
"Ma quale disturbo? Ti riaccompagno io a casa in macchina, non ti lascio da sola, fuori è già buio." 
[...]
Dopo quella prima "uscita", arrivò la seconda, questa volta a casa mia, dato che non avevo nessuno in casa. Arrivò davanti casa mia un po' in anticipo, ma poco importava. Appena entrò fece un complimento sull'arredamento della casa e si tolse il giubbotto. Ci accomodammo sul divano e iniziammo a parlare. Con una scusa banale si avvicinò a me e, dopo un po', iniziammo a baciarci. Inaspettatamente, mi prese la mano e me la spostò verso i suoi jeans, ma io non feci nulla. Lasciò passare un po' di tempo e lo rifece. Iniziai a darmi da fare. Sbottonai i suoi jeans e il suo sesso era già duro, continuai quindi con dei movimenti lenti su e giù.
Ad un certo punto lo guardai negli occhi, sorrisi maliziosamente e raccolsi i miei capelli in una coda. Mi misi in ginocchio davanti a lui e iniziai a giocare con la lingua sulla cappella, per poi salivare bene tutta l'asta e per poi prenderlo in bocca. 
"Sto per venire! Chiudiamo in bellezza?" che simpaticone.
"No", risposi.
Staccai lentamente la bocca dal suo sesso e continuai a segarlo fino a farlo venire. 
Mi chiese dove si trovasse il bagno e appena ritornò mi diede un bacio sul collo.
"Adesso devo andare, è già ora di cena, i miei mi staranno aspettando"
"Va bene, ci sentiamo dopo", risposi.
Da quella volta, iniziò la mia "preliminari amicizia" con lui, e dico così perché "tromba amicizia" non era, dato che non arrivavamo mai al sesso. Questo perché io non volevo, come ho già detto nell'altro racconto, ci tenevo che, almeno la prima volta, fosse speciale. E io, di farlo con lui, non me la sentivo proprio. Sperimentavamo cose nuove e io imparai a conoscere meglio il mio corpo. Lui non voleva impegnarsi in una relazione con me e me andava bene così. 
A quest'età, secondo me, queste sono relazioni fattibili. Considero questo tipo di relazioni esperienze. A volte va così. A volte si prova dell'attrazione ma non si ama. A volte non scatta quel qualcosa in più. Non pensiate però, che in questo tipo di relazioni non ci sia un corteggiamento tra i due, o che si arrivi subito al dunque. Tra i due c'è rispetto, non ci si salta addosso dopo due secondi. Sono solo due persone che in quel momento si trovano piacevoli ma non abbastanza da costruire qualcosa di serio. E quando hai avuto una storia che ti ha distrutto, quando vuoi prenderti un po' di tempo per te, quando non puoi amare, avere un amico del genere non è poi così male. 
È stato gioco, un bel gioco, ma poi basta, abbiamo deciso di smettere. Finiscono anche questo tipo di relazioni.
A volte uno dei due vuole l'amore e allora interrompe. A volte uno vuole i baci della mattina e se ne va. A volte uno dei due si innamora dell'altro. 
Siamo comunque rimasti buoni amici, ci vogliamo bene, e io, con lui, sono anche cresciuta un po'.

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