Thursday, February 11, 2016

Mario guarda

Cicalino del MacBook. Insistente. Lo squillo rimbalza sui muri del monolocale nuiorchese. Dalla porta socchiusa del bagno escono vapori caldi e rumore d’acqua. Pilu-pilù! Pilu-pilù!
Chi è a quest’ora? Si chiede Rosy. A piedi nudi corre al portatile. Oh Mario, dice.
Si copre con un asciugamano il corpo snello, giovane. Clicca su Accetta.
Ciao amore, come stai? La webcam inquadra il viso giovane di Mario. La sua camera sullo sfondo. La finestra aperta sulla strada buia è illuminata ogni tanto dai fari di un’auto di passaggio.
Bene, amore. Come mai chiami a quest’ora? Da voi non è notte?
Si, risponde lui. Però ero sveglio e avevo voglia di sentirti. Mi manchi.
Anche tu mi manchi, però stavo entrando in doccia. Ci possiamo sentire domani?
Va bene. Ti amo.
Anch’io, risponde Rosy. Ciao. Poi si allontana dalla cam. Va all’armadio a muro. Apre le ante e sceglie un vestito, che appoggia sul letto. Si allontana di un passo. Guarda il vestito, poi un altro nell’armadio. Lo prende e lo accosta a quello sul letto.
Si toglie l’asciugamano. Il corpo nudo risalta nella luce dell’appartamentino al piano alto di chissà quale grattacielo americano. Mario non ha chiuso il collegamento. Ha aspettato. Sicuramente il salvaschermo di Rosy si è attivato. Lei lo imposta con un’attesa di un minuto. Crede che si risparmi energia. Sbagliando.
Mario è rimasto ad osservare la sua ragazza ignara nella luce d’oltre oceano. Ancora due mesi e finirà lo stage. Solo due mesi e tornerà da lui, che è inchiodato in Italia dal suo lavoro da quattro soldi.
Il vapore esce ancora copioso dalla porta socchiusa del bagno. Poi lo scroscio d’acqua si interrompe. Attimi di silenzio.
Lei si sottrae all’abbraccio del sole. Entra in bagno. Lasciando la porta aperta.
Mario osserva. Con attenzione. Con apprensione. Si sentono voci da New York.
Rosy esce dal bagno.
È nuda.
È seguita.
Un uomo la segue.
Nudo.
La afferra per un braccio.
La volta.
La bacia.
Lei non si sottrae.
Mario guarda.
Non può smettere.
Rosy strofina la pelle morbida della sua pancia contro l’uomo. Si inginocchia davanti a lui e lo prende in bocca. Poi lo getta sul letto e gli sale sopra.
Mario guarda.
Non vuole smettere.
Lei si muove sull’uomo sconosciuto. Parla in inglese. Mario non capisce l’inglese. Ma il suo corpo capisce ugualmente. Ha un’erezione.  Mario continua a guardare, toccandosi.
Rosy continua il suo movimento. L’uomo la tocca. Il sedere. I seni. Li stringe. L’uomo la incita mentre il corpo giovane di lei si muove. Serpente lascivo.
Hanno l’orgasmo.
Insieme.
Tutti e tre.
Lei si abbassa su l’uomo e lo bacia. Poi si alza da lui e dal letto. I’m taking a shower, dice. Entra in bagno Di nuovo rumore d’acqua.
L’uomo si pulisce e poi inizia a vestirsi raccattando pantaloni e camicia dal pavimento. Sfila il portafoglio dalla tasca posteriore ed estrae due banconote. Mario non riconosce il taglio.
L’uomo li appoggia sul comodino. Bye, dice. Rosy risponde qualcosa.
L’uomo esce dall’inquadratura della cam. Poi una porta sbatte.
Rosy esce dal bagno e controlla i soldi. Poi si veste. Abbassa lo schermo del MacBook. La mela si spegne. Il collegamento si interrompe.
Mario è impietrito davanti allo schermo. Sporco, sudato.
Pensa di chiudere prima la chiamata.
La prossima volta.
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